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Itinerario – Maddalena – Toboga – N.914 – N.902 – N.912 – N903

Il monte Maddalena è la meta preferita dai bresciani ma ancora sentieri nuovi ci regalano emozioni fortissime

  • DIFFICOLTA’: Medio/Difficile

  • TIPOLOGIA: Enduro

  • PARTENZA: Borgo Whurer (BS)

  • DISLIVELLO: 900 mt

  • DISTANZA: 21 km

  • DURATA: 4 ore

  • PUNTO RISTORO: Ristorante “Cavrelle”

  • TIPOLOGIA E-BIKE CONSIGLIATA: E-Mtb Full Suspension

  • CONSUMO MEDIO BATTERIA: 1 batteria 75%

    

 

IL PERCORSO

Lasciamo la macchina nei pressi di Viale Bornata, quasi in centro città. Proprio vicino al famoso Borgo Wührer, un moderno quartiere di Brescia che sorge oggi dove un tempo aveva sede la fabbrica della rinomata birra Wührer, la più antica d’Italia.

Ci dirigiamo verso il centro, stando attenti a seguire il pezzo di ciclabile fino a Via Benacense. Noterete ad un certo punto una fontana alla vostra destra: da qui si inizia a salire. La mulattiera, acciottolata, vi condurrà fino alla strada panoramica. Da qui comodamente continuiamo fino alla fermata degli autobus in Via San Gottardo vicino alla colonnina di acqua.

Prendete fiato in questo punto perché l’ascesa non è finita..anzi…Ci rimettiamo in viaggio ed imboccheremo di li a poco il sentiero salute. Lo seguiremo fino quasi in cima dove, sbucati su asfalto, costeggeremo la strada principale per deviare a destra e proseguire sempre in salita con due ultimi strappi impegnativi che ci faranno sbucare sulla strada asfaltata prima del ristorante Cavrelle.

Qui è presente una fontana dove dissetarsi per poi proseguire seguendo il piazzale sterrato verso il ristorante Grillo. Risaliamo su asfalto fino alla rampa di lancio dei parapendii. Occhio che questo sarà il punto di incrocio. Proseguiamo ora verso la parte che domina le cave di marmo di Botticino.

Ora di nuovo sul sentiero bianco azzurro il famoso 3V sino al bivio per la discesa dei toboga. Un paio di colpi di reni e cela gusteremo tutta sino a ritornare a salire per pochi metri verso il punto di incrocio del tour. Ora attenzione. Teniamo la destra e ci inoltriamo verso l’imbocco del sentiero. Vi anticipo che sarà molto wild la prima parte e nella seconda pura All Mountain con la necessità di scendere dalla MTB per pochi metri, assaporando un territorio davvero magico fuori dal mondo. Ci sarà un punto dove ammirerete le pareti di roccia della Maddalena molto suggestive. La successione dei sentieri che farete sarà ( con la nuova numerazione europea ): n.914 – n.902 – n.912 – n.903. Le forcelle affonderanno al limite ma se il grip è buono, magari il terreno leggermente umido, la fatica di questa discesa vi porterà a comprendere quanto questa nostra montagna di casa sia il parco giochi perfetto per un allenamento con divertimento assicurato.

Arriveremo nei pressi dei Ronchi di San Francesco quindi un paio di pedalate per viale Venezia e di nuovo alle macchine. Una discesa Hard Rock da suonare con il massimo della grinta.

CENNI STORICI:

Il Marmo di Botticino lo troviamo ovunque a Brescia: dal Capitolium alle più importanti chiese, è senza dubbio uno dei più importanti protagonisti della nostra città e della sua millenaria storia. Il marmo pregiato e ricercato che arreda le nostre case donandoci un motivo di vanto, è una roccia metamorfica originata dalla trasformazione dei calcari, nel processo che prende il nome di metamorfismo, ovvero il cambiamento di forma. Questo fenomeno è dovuto ai continui cambiamenti di temperatura e pressione nella profondità del sottosuolo. Ma allora perché è possibile ammirare il paesaggio delle cave? La risposta è semplice: le rocce metamorfiche visibili ad un’altezza di gran lunga superiore rispetto a quella superficiale sono emerse in seguito all’azione degli agenti atmosferici o ai movimenti della crosta terrestre. Esistono tante varietà di marmo utilizzate nell’edilizia: il marmo bianco è quello tipico di Carrara, mentre quello di colore giallo è il Marmo di Botticino Classico. Quest’ultimo risulta essere particolarmente pregiato, pertanto viene ampiamente utilizzato sia nell’edilizia residenziale, sia in quella monumentale. Non si hanno molte testimonianze dell’attività di estrazione ed utilizzo del marmo nell’epoca dell’impero romano. Quello che però è certo è che sono pervenute numerose incisioni sul marmo di Botticino, dunque si può dedurre che in quel periodo storico questo materiale fosse presente in grandi quantità. Il marmo fu largamente utilizzato per la costruzione di edifici monumentali bresciani quali il Capitolium e il teatro romano. Il problema principale di questa attività durante l’Impero Romano era quello legato all’estrazione: i romani infatti erano alla ricerca di una tecnica estrattiva efficiente e dopo tanti esperimenti trovarono il riscontro migliore nella tecnica dell’olivella che facilitava l’estrazione dei blocchi di marmo attraverso l’utilizzo di un anello meccanico inserito in una cavità praticata previamente sulla facciata del blocco. Il popolo dei romani era molto preciso in queste attività e lasciò alle popolazioni successive una grande eredità dal punto di vista tecnico. Ma il periodo successivo, il Medioevo, non fu affatto proficuo per l’estrazione marmifera che visse una situazione di stallo. Furono invece sfruttati i materiali di recupero nella costruzione dell’edificio della Pallata e della Torre d’Ercole che risalgono a quel periodo. Nuovi progressi si registrarono invece nei secoli successivi, quelli del Rinascimento.
Risalgono al Cinquecento le prime informazioni certe ed affidabili sull’estrazione del marmo nelle cave di Botticino e Rezzato. Comparve per la prima volta il termine medoli tuttora utilizzato per designare le cave. Tra il Quattrocento e il Cinquecento gli operai delle cave cominciarono a specializzarsi in questo mestiere e nel 1462 venne stipulato un primo contratto per la fornitura di colonne di marmo tra il Monastero di S. Eufemia e due Maestri lapidici di Cavegnago. Nel Settecento nacquero nuove figure professionali tra cui lo scultore, il tagliapietre, lo statuario e l’intagliatore. Il tramonto dell’Ottocento è segnato dalla nascita dell’imprenditore collaboratore in cooperative come quella fondata nel 1921 tra lavoratori di marmo ed affini, oppure quella del 1926 intitolata I Fratelli Lombardi di Botticino che controllava oltre metà dell’attività delle cave.
L’attività, con il passare del tempo, diveniva sempre più florida, tanto che nel 1958 furono estratte ben 209.919 tonnellate di marmo.

 

CARTINA:

ALTIMETRIA:

    

 

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